New-sincerity o deviazione? Ecco la community dei Brony, i Brothers of Pony.




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Recentemente sempre più ricercatori e psicologi sociali si sono interessati a fenomeni “estremi” di aggregazione sociale che trovano uno strumento e uno sfogo in community digitali.
Ho chiesto a Linda, esperta di psicologia sociale, di scrivermi una nota sui Brony, movimento ancora poco conosciuto in Italia, ma che sicuramente merita delle riflessioni che vanno al di là di quelle riservata al semplice fenomeno di costume .

“Brony: se non ha gli zoccoli non mi interessa”

Molto spesso mondi di fantasia hanno affascinato ed appassionato un pubblico adulto, risvegliando e stimolando l’immaginazione e la parte bambina che vive dentro ognuno di noi.

Ma mai fenomeno è stato più controverso che l’esistenza dei BRONY, etichetta formata da BROTHERS + PONY, nominato dalla rivista TIME già nel 2011 come uno dei 10 miglior fenomeni di Internet.  Sì stiamo parlando del mondo dei fun dei “My Little Pony, l’amicizia è magica” e dei collezionatori del merchandising dedicato.

Un Survey online avrebbe misurato che addirittura il 4% degli utenti Internet USA si identifica come Brony, se pensate che persino l’ex-presidente degli Stati Uniti Bill Clinton è stato “accusato” dal Time di essere un Brony, potete immaginarvi quanta curiosità può suscitare questo movimento, tra amare critiche e analisi sociologiche.

Non fatevi ingannare dal fatto che il cartone animato fosse destinato ad un target di bambine dagli 8 ai 12 anni, i Brony sono adulti, soprattutto maschi, dai 18 ai 60 anni, che, nonostante le fortissime critiche che li riguardano, o forse a fronte delle stesse, si sono riuniti in una comunità che non fa che crescere, sia online che offline, con un linguaggio e norme proprie e diverse sottocategorie interne.

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Ma perché mai uomini adulti dovrebbero adorare un programma di pony magici?

La dott.ssa Marsha Redden, una delle persone dietro a The Brony Study, ha affermato che i Brony costituiscono «una reazione al fatto che gli Stati Uniti sono rimasti immersi nel terrorismo negli scorsi dieci anni» in modo analogo alla guerra fredda, e sono «stanchi di essere spaventati, stanchi dell’angoscia e dell’ostilità».

Lo show e il suo fandom sarebbero quindi uno sbocco per rifuggire questi conflitti. La Redden ha paragonato il Fandom Brony allo stile di vita bohémien e beatnik del secondo dopoguerra e a quello hippie dopo la guerra del Vietnam. In modo analogo, Amy Keating Rogers, una delle scrittrici dello show, ritiene che i fan siano giunti ad amare L’amicizia è magica a causa della presenza di «tanto cinismo e negatività […] in molte [altre] serie», mentre lo show «ha un messaggio talmente positivo» da riuscire a contrastarli.

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In questa veste il fenomeno dei Brony è stato considerato espressione di “neo-sincerità (new-sincerity) di Internet ai suoi massimi livelli“, in quanto professano liberamente la propria passione per lo show, senza ironia, e sfidano gli stereotipi legati al genere che serie simili tendono a creare.

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Fin qui possiamo semplicemente sorridere sotto i baffi, eppure non mancano, all’interno di questo gruppo, descritto in modo tendenzialmente positivo per quanto strano, devianze poco rassicuranti.

MyLittlePony come religione

Alcuni Brony credono nel Fandom e nel cartone in modo religioso. Considerano MyLittlePony la forma d’intrattenimento più alta mai raggiunta nella storia dell’umanità. Credono di dover applicare il “Love & Tolerate” (principio fondante del cartone animato) ad ogni cosa esistente, spammano pony in ogni occasione, nella vita reale come sul web non parlano d’altro, ne hanno fatto uno scopo per la loro esistenza, sono convinti che chiunque debba diventare Brony e considerano la Principessa Celestia, regnante di Canterlot e Ponyville, come una divinità da rispettare e adorare.

MyLittlePony come devianza sessuale

La Regola 34 di Internet sentenzia “If it exists, there is porn of it. No exceptions”
Sembrerebbe vero se perfino i MyLittlePony hanno generato i cloppers, una vera e propria comunità neanche troppo ristretta di persone di entrambi i sessi che provano eccitazione e piacere sessuale alla vista dei piccoli pony in posizioni erotiche e pornografiche.

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Esistono su internet numerosi siti che tentano di limitare e circoscrivere il fenomeno, ma è una tendenza inarrestabile in arrivo dagli Stati Uniti. Sono interessanti gli scontri interni alla community: l’avversione verso i clopper non è solo da parte delle persone esterne al Fandom, ma anche e sopratutto interna.
Molti Brony “comuni” osteggiano queste pratiche che, secondo loro, fanno perdere credibilità al messaggio di amore e amicizia che Lauren Faust ha voluto imprimere nei suoi personaggi inquinandolo con dei connotati sessuali completamente fuori luogo che non hanno nulla a che fare con l’ingenuità e purezza dei piccoli pony.
I Brony del Fandom, infatti, spesso manifestano una relazione diretta e personale con un particolare personaggio della serie animata. Un caso in particolare ha visto litigare il “fidanzato” di Twilight Sparkle con un artista erotico che la ritraeva in pose particolarmente osé: il primo ha chiesto pubblicamente al secondo di rispettare l’onorabilità della sua fidanzata.

Insomma mai cartone per bambini creò tanto rumore, tanto stupore ed interesse: in questo nostro strano mondo anche dei pony colorati possano diventare una cosa seria.

Ciao a tutti!

Linda 🙂