Dall’Internet of Things all’Internet of EVERYTHING

ALLJOYN
Fra le cose più interessanti in questi giorni al World Mobile Congress c’è l’area dimostrativa della Qualcomm dedicata all’Internet of Everything.
Il tema, quindi, è quello dell’internet of thing visto come ecosistema di oggetti, elettrodomestici e sistemi operativi che devono non soltanto potersi parlare fra di loro ma anche essere comandati centralmente.
Fra le superpotenze della tecnologia di cui la Qualcomm fa parte, infatti è in atto una corsa per affermare sul mercato i propri standard di interoperatività.
Qui al WMC 2013, Qualcomm propone ai costruttori di elettrodomestici l’SDK di un proprio chip wifi e l’utilizzo del application development framework open-source Alljoyn che offre l’interoperabilità peer-to-peer e device-to-device di praticamente tutti i principali sistemi operativi sul mercato (iOS, Microsoft, Android compresi) oltre che di apps e giochi per garantire l’interazione in prossimità di praticamente “tutto”, da cui il nome Internet of everything.
Il risultato?
Con un’app riconosco gli oggetti di casa e mentre comando alla macchina del caffè di farmi, ad una certa ora, il caffè secondo le specifiche che voglio, mi siedo davanti alla televisione. quando il caffè è pronto un messaggio mi appare sullo schermo del televisore, o sul tablet, o sull’orologio appeso alla parete… vedi il video qui sotto.

Burberry e la Responsive Customer Experience

Come anticipavo all’Osservatorio Multicanalità 2012, dello scorso dicembre, l’insieme di questi fattori:

1) l’affermazione dell’internet of things (inteso anche come capacità di ogni prodotto fisico di essere portatore di informazioni e servizi)
2) nuove e più ampie strategie di digital storytelling (vedi questa serie di video della Coca-cola)
3) real-time analytics e sensori applicati anche agli ambienti fisici
4) un nuovo rapporto fra online e offline Point od Purchase
sta comportando un ripensamento innovativo dell’esperienza degli utenti-consumatori.
Uno degli esperiementi più interessanti lo sta compiendo Burberry, un marchio che sta spendendo da anni oltre il 60% del suo budget nel digitale. Continua a leggere